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Latte, amore e fantasia: oggi parliamo delle filastrocche!

13 de mayo de 2013

Latte, amore e fantasia: oggi parliamo delle filastrocche!

Che il latte sia il nutrimento pi√Ļ prezioso per i cuccioli d’uomo lo si √® sempre saputo. ¬†Che abbracci e carezze favoriscano uno sviluppo pi√Ļ sereno ed equilibrato √® ormai una consapevolezza acquisita; ma la novit√†¬† – che sembra negli ultimi tempi trovare sempre pi√Ļ ¬†consensi tra studiosi, autori ed editori (e che le nostre nonne per qualche misteriosa forma di atavica sapienza conoscevano gi√†) – √® che per crescere bene i piccoli hanno bisogno anche delle parole dolci, ¬†ritmate e rassicuranti delle nenie e delle filastrocche.

Le filastrocche sono forse il primo linguaggio che il bambino ascolta e impara. Osservare il viso, le mani, gli occhi, ascoltare la voce di chi gli √® accanto e costituisce tutto il suo mondo, √® gi√† per il neonato un’esperienza affascinante e ¬†coinvolgente. Le filastrocche fanno parte da sempre della cultura di tutti i popoli della terra e sono per il bambino il primo giocattolo, fatto di affetto, fantasia e poesia costruito da adulto e bambino nella reciprocit√† di un legame che li vede coinvolti a stretto contatto.

In questa comunicazione speciale ¬†un ruolo fondamentale ¬†√® quello svolto dalla madre e dal padre: nell’oralit√† giocosa che coinvolge genitori e neonato entra necessariamente tutto un mondo di relazione e di affetto che carica le parole di un significato in pi√Ļ e rende la comunicazione davvero un mettere in comune quanto c’√® di pi√Ļ caro e intimamente importante. Dalla voce della madre, prima che da ogni altro, il bambino impara che le parole - √® Gianni Rodari ad averlo insegnato - sono anche giocattoli.

Giocare con le parole, manipolarle e metterle in fila, dando loro un ritmo, come si fa  con i mattoncini delle costruzioni, costituisce un passaggio fondamentale che porterà il bambino dal mondo degli oggetti a quello dei concetti. La filastrocca  è  il risultato della somma di rima e ritmo:  nel piccolo mondo del bambino il ritmo è dappertutto,  nel giorno e nella notte,  nella comunicazione fatta di sguardi e gorgheggi con la mamma, nei battiti del cuore, è nella musica della ninna nanna, è nel dondolio che lo culla, è nel battito delle manine, ed è vivace e gioioso nelle filastrocche come nei giochi dei bambini.

Siano pure ¬†poesie per sbaglio, come diceva Rodari, le filastrocche con ¬†la loro presenza nella vita quotidiana del bambino, anche piccolissimo, sono importanti ¬†perch√© a volte racchiudono come uno scrigno memorie e parole conosciute dai bambini di oggi e prima ancora, dai loro nonni, e dai nonni dei loro nonni…

Recenti studi ed esperienze avrebbero dimostrato come la lettura precoce ad alta voce da parte dei genitori aiuti a rafforzare il legame affettivo perch√© offre un’occasione unica di vicinanza ¬†¬†oltre a favorire l’amore per la parola prima ascoltata e poi letta. ¬†Ed √® anche, per i piccolissimi, un sentir rileggere perch√©, come insegna Daniel Pennac, “rileggere non √® ripetersi, ma dare una prova sempre nuova di un amore instancabile”.

Lettori non si nasce, si diventa. La strada per diventarlo va sollecitata, leggendo ai bambini per loro e con loro, ritagliando un magico momento di pausa nel ritmo  della vita quotidiana fatto di parole e ragionamenti.

Ben vengano, dunque, le parole delle filastrocche, in cui il senso pi√Ļ vero √® la gratuit√†, la piacevolezza, l’affettuosa condivisione di quella merce rara che √® ormai divenuto il tempo. E chiss√† che, con il tempo, quei piccoli cresciuti a latte, coccole e filastrocche non divengano dei lettori appassionati e a loro volta degli adulti appassionanti.

L’Elefante con le ghette: immagine realizzata da Camilla Cazzaniga – www.camillacazzaniga.com

Camilla √® un‚Äôillustratrice che ha realizzato le immagini del libro “Dionigio lo scarabigio e altre storie” e “Lino diventa cittadino” editi da Zephyro Edizioni.

Si occupa anche di arteterapia, un approccio terapeutico a indirizzo psicodinamico, in cui i materiali pittorici e scultorei vengono usati come mezzi per dare forma, colore e voce ai propri vissuti e renderne possibile la trasformazione.

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